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La Zona non è una dieta iperproteica. Ecco perché.

Le proteine sono un nutriente fondamentale per la vita: se non se ne assumono abbastanza, l’organismo ne risente. Svolgono numerosi compiti, strutturali e funzionali. Partecipano alla formazione delle cellule, degli ormoni, degli anticorpi e degli enzimi, solo per citare alcune attività.

Ciascun individuo necessita di una quantità personalizzata di questo nutriente. È bene per questo non assumerne una quantità inferiore ma nemmeno superiore al proprio fabbisogno. E la Zona soddisfa proprio queste esigenze. Scopriamo perché.

Quante proteine servono

In ogni istante della nostra vita nell’organismo vi è un continuo ricambio di mattoncini che compongono le varie strutture. Dai tessuti come cute, muscoli, unghie, capelli alla sintesi di ormoni ed enzimi, per esempio. Un processo che si chiama turnover proteico. Il periodo di vita così come anche l’usura a cui sottoponiamo il corpo, comporta una diversa richiesta giornaliera di proteine. Che deve essere soddisfatta. L’infanzia e la terza età, per esempio, richiedono un quantitativo giornaliero per chilo di peso corporeo superiore rispetto all’individuo di età adulta. Anche la pratica sportiva comporta un aumentato fabbisogno che però può variare a sua volta a seconda del periodo della stagione sportiva e della disciplina praticata. Tutte caratteristiche che la Zona ben conosce e tiene conto nel calcolo del numero di blocchi quotidiano. Il quantitativo di blocchi che vale per una persona, non può valere per un’altra. La Zona infatti personalizza il fabbisogno di nutrienti, assegnando a ciascun individuo un quantitativo al giorno ben preciso di proteine. Non di più e non di meno. E non è tutto. Al fine di favorire un ottimale assorbimento di questo nutriente la Zona si impegna a suddividere il suo apporto in ogni pasto e spuntino. Da qui nasce la sazietà tipica di un pasto bilanciato in Zona e delle ore che lo seguono.

Cosa accade quando si esagera

Assumere più proteine di quante ne servano può comportare alcuni problemi per l’organismo. Per esempio impegna eccessivamente fegato e reni, due organi essenziali nel metabolismo delle proteine. Può comportare un aumento della massa grassa. E l’eccesso di aminoacidi, i mattoncini che compongono le proteine, è difficilmente smaltibile, a tal punto che potrebbe provocare acidosi metabolica, facilmente riconducibile al caratteristico cattivo odore nell’alito e nelle urine.

Qualità delle proteine

La Zona permette peraltro di porre l’attenzione sulla qualità degli alimenti che forniscono proteine. In pratica un alimento proteico non vale l’altro. È necessario non solo scegliere quelli col maggior valore biologico ma altresì le fonti proteiche col più basso apporto di grassi associato. Ad esempio il pesce, senza eccedere nelle quantità settimanali e scegliendo i tagli più piccoli, sono tra le fonti migliori. Come al tempo stesso anche gli alimenti a base di soia. Purché sia fornita da produttori che attestino l’assenza di OGM. Mentre le carni, se pur ricche in proteine di alta qualità, devono essere assunte in maniera limitata, preferendo quelle con la più bassa concentrazione di grasso che è visibile anche a occhio nudo. Infine è importante porre attenzione alla scelta dei latticini come anche delle uova. Di queste ultime, per esempio, va privilegiato l’albume che è un’eccezionale fonte di proteine utilizzabile anche quotidianamente.

A cura di Elena Casiraghi, PhD – Equipe Enervit