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Pasqua e alimentazione: il lato buono del cacao senza rinunciare all’uovo

La Pasqua quest’anno sarà un po’ diversa da come l’avevamo immaginata. Per chi avrà modo di allestire una tavola con le pietanze che fanno parte della nostra tradizione, sarà magari l’occasione per soffermarsi maggiormente su uno dei protagonisti culinari di questo periodo: l’uovo, al cioccolato, amato in egual modo da bambini e adulti. E se quest’anno scegliessimo quello più vantaggioso? 

Ecco come: preferendo i preparati con alta concentrazione di cacao. A questo punto l’uovo di cioccolato diventa un goloso mezzo che può condurci alla scoperta di un mondo, quello della Natura, che ci rivela l’esistenza di preziose sostanze benefiche per il nostro organismo: i polifenoli.

I polifenoli: cosa sono, dove si trovano e a cosa servono

Sono composti prodotti dal metabolismo delle piante, nelle quali svolgono numerose funzioni come pigmentazione, protezione dei raggi UV, azione antiparassitaria e numerose altre. Comprendono un ampio gruppo che include tra i più comunemente menzionati i flavonoidi, tra cui i flavanoli del cacao, gli isoflavoni, gli acidi fenolici e le antocianine. Nell’uomo, frutta, verdura, spezie, fave di cacao rappresentano la principale fonte alimentare di questi composti. La conoscenza di queste molecole si è sviluppata a partire dalla metà degli anni novanta, e attualmente sono noti circa 4000 composti.

Polifenoli: guida alla scelta

C’è un però. Purtroppo proprio nella frutta e nella verdura più facilmente disponibile, quella spesso coltivata in condizioni “ideali” (ad esempio in serra), è stata misurata una minor concentrazione di polifenoli: rappresentando un sistema di protezione della pianta, la loro presenza si riduce quando le “aggressioni esterne” diminuiscono. Effettivamente i vegetali selvatici presentano una concentrazione superiore di queste sostanze protettive, e primi fra tutti spiccano i cosiddetti “berry” (i piccoli frutti colorati del sottobosco). Lo stesso accade per il cacao: i processi industriali per l’estrazione del cacao dalle fave riducono sensibilmente la loro naturale concentrazione in polifenoli. Per questi motivi, quando possibile, è bene scegliere vegetali di stagione coltivati fuori dalle serre e, in particolare se il consumo di vegetali è scarso, integrare gli stessi polifenoli da supplementi alimentari purificati e concentrati.

I polifenoli del Maqui:

Tra tutti i “berry” ce n’è uno che merita particolare attenzione: il maqui. Questo piccolo frutto di colore blu profondo è prodotto dalla pianta Aristotelia Chilensis. Questa pianta cresce spontanea sulle isole Juan Fernandez e nella Patagonia cilena. La raccolta del Maqui viene fatta rigorosamente a mano per preservare l’equilibrio di quell’habitat delicato, la salute della pianta e l’integrità della preziosa bacca. Il Maqui rappresenta un vero “tesoro” per la sua altissima concentrazione di antociani (una tipologia di polifenoli responsabile del colore del frutto). All’interno di questa complessa famiglia di sostanze naturali, il sottogruppo delle delfinidine costituisce quasi il 70% degli antociani presenti nel Maqui.

In conclusione

Tutti i polifenoli offrono numerosi benefici al benessere del nostro organismo. In particolare si comportano da veri e propri prebiotici, cioè precursori dei batteri buoni dell’intestino. E si sa, è quando la nostra flora intestinale è in equilibrio che si può favorire un efficace benessere psico fisico. Per questo è fondamentale consumare ogni giorno un’elevata concentrazione di polifenoli.

A cura di Elena Casiraghi, PhD – Equipe Enervit