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Cambio di stagione? La pelle ne risente, scopriamo gli “amici” per la pelle: i polifenoli

Ce ne parla Elena Casiraghi, esperta in nutrizione

 

L’organismo si rinnova di continuo. Ogni cellula giunta alla fine della sua vita viene sostituita da una cellula nuova. E’ un processo fisiologico dell’organismo, quotidiano. Si chiama turn-over cellulare: il tessuto danneggiato viene continuamente sostituito da tessuto nuovo. L’età che avanza è senza dubbio il primo fattore di invecchiamento cellulare. La loro usura, pertanto, è più rapida. Ma ci sono altri fattori che possono stressare e quindi accelerare tale processo. Uno di questi sono i raggi UV. E’ possibile, infatti, a fine estate, osservare la cute più spenta, poco luminosa, a volte squamata. Può anche perdere tonicità, possono apparire rughe e macchie cutanee. Le donne sembrano esserne maggiormente a rischio, ma gli uomini non sono esenti da questi processi.

Il consumo abituale di polifenoli dall’alimentazione, pertanto, è considerato una buona strategia contro il fotoinvecchiamento. Tra i polifenoli più efficaci in questo senso, vi sono i polifenoli del maqui, un preziosissimo mirtillo tipico della Patagonia e del Cile. Nascere in queste terre non è semplice: la natura è esposta a continui cambi climatici, a forte vento ed esposizione al buco dell’Ozono, in altre parole ad una quantità maggiore di raggi ultravioletti. Per questo motivo la flora di queste aree geografiche deve necessariamente per sopravvivere sviluppare una maggior concentrazione di polifenoli, sostanze dalla potente capacità antiossidante.

A basse concentrazioni (50-150 mg/die) i polifenoli del maqui sono potenti antiossidanti; a concentrazioni più alte (150-300 mg/die) cominciano inibire l’interruttore genetico responsabile dell’infiammazione e a livelli ancora più elevati (>300 mg/die) attivano l’enzima della vita (AMPkinasi) determinando un’azione antietà.

Un consumo adeguato di polifenoli dalla dieta, come raccomanda la Zona, è senza dubbio un ottimo alleato, ma in caso di stress aumentato, questo si dimostra insufficiente a contrastare l’invecchiamento cellulare; è fondamentale una loro integrazione in forma concentrata, purificata e ad elevata biodisponibilità per garantire un ottimale ricambio cellulare. Solo facendo il pieno di polifenoli sarà possibile ritardare l’invecchiamento e avere un corpo e una mente che dimostrano un’età inferiore a quella anagrafica.