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P COME PESCE E PROTEINE...MA NON SOLO

I prodotti della pesca sono preziosi per la salute come fonte di proteine di alto valore biologico, di grassi favorevoli, di vitamine e di minerali.

Le più recenti linee guida nutrizionali e la Zona raccomandano di consumare pesce almeno due-tre volte la settimana con sicuri effetti benefici sul benessere e per ridurre il rischio di problemi di vario genere per la salute.

Le caratteristiche nutritive
I prodotti della pesca non hanno nulla da temere nel confronto con la carne bovina, anzi  pesci, molluschi e crostacei forniscono proteine di pari valore biologico, una quantità simile di vitamine (del gruppo B, la A e la D). Poi grassi che, nella maggior parte dei casi, sono in quantità inferiore e in percentuale molto bassa o nulla degli acidi grassi saturi, considerati poco favorevoli e abbondanti al contrario nei mammiferi di terra. Sono, invece, presenti quelli che certamente fanno bene, gli omega-3. Soprattutto nel salmone, nel merluzzo e nel pesce azzurro. Da preferire i pesci di piccola taglia perché apportano meno sostanze inquinanti. Un appunto : il pesce surgelato ha un sapore meno marcato del pesce fresco, ma ha, in pratica, caratteristiche nutritive del tutto simili.

La digeribilità
Per la scarsa presenza di tessuto connettivo, i pesci e i crostacei risultano assai più digeribili del manzo; nello stomaco, in particolare, permangono in media due ore, contro le tre-cinque ore della carne bovina.

La scelta
Di seguito, i prodotti ittici più presenti sulle tavole (tra parentesi i grammi per 1 miniblocco di proteine).

• Merluzzo o nasello (40): ha carni pregiate, magre, con proteine di alto valore biologico, molto indicate per lessi e fritture; esso è facilmente digeribile – consigliato per i bambini e gli ammalati.
• Trota (50): pesce di acqua dolce, in genere cucinato in mille modi, molto presente sulle nostre tavole. Essa ha carni tenere, magre, ricche di proteine.
• Sogliola (40): è un pesce molto apprezzato sia dal punto di vista nutrizionale che per  la facilità di togliere la lisca e le spine.
• Orata e branzino (35 e 40): le loro carni sono fra le più pregiate ed hanno il minimo contenuto in grassi. Molti adatti da lessare o da arrostire.
• Pesce spada (45): diffuso in molti mari con carni pregiate, si può consumare a tranci preferibilmente cucinati alla griglia o in umido con verdure
• Rana pescatrice o coda di rospo (55): pesce prelibato soprattutto se consumato in zuppe o ai ferri.
• Salmone (40): ha carni rosate, saporite e pregiate; è un pesce migratore che da adulto vive in mare, ma che in autunno risale i fiumi per la riproduzione. Fino a due-tre anni i salmoni rimangono in acqua dolce, poi ritornano in mare per alcuni anni.
• Tonno (30): apporta una buona quantità di ferro che viene facilmente assorbito; quello conservato in scatola, ha quasi tutte le caratteristiche nutritive del tonno fresco; in particolare garantisce lo stesso apporto di proteine.
• Molluschi (50-65): i più conosciuti sono i cefalopodi (polpi, seppie, totani e calamari) e quelli con doppia conchiglia (bivalvi), come le cozze (o mitili), le vongole, le ostriche, i datteri di mare, i tartufi e le telline.
• Crostacei (45-50): una famiglia numerosa tra cui gamberi, scampi, mazzancolle, aragoste, astici. È noto  che apportano colesterolo, ma i livelli nel sangue di tale grasso dipendono più da quello prodotto dal corpo che da quello assunto con gli alimenti.
• Anguilla (50-60): è un pesce grasso, ma solo in certi periodi dell’anno. La percentuale di grasso, anche quando è molto alta, è inferiore a quella di varie carni bovine e suine.

A cura dell’Equipe Enervit