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La respirazione. Semplice, ma non facile

Lo stile di vita e le posture errate, vedi quelle al computer, mandano il tilt la nostra respirazione, che perde la sua naturale spontaneità. Rimediare si può. Con consapevolezza.


 

Il respiro? Un meccanismo semplice, ma non facile. Spesso inconsapevole. E proprio l’inconsapevolezza, unita a una serie di altri fattori quali o stile di vita con le sue posture errate, lo stress, gli infortuni, manda in tilt il centro respiratorio, rendendolo meno efficiente. Che, tradotto in pratica, significa: minore quantità di ossigeno scaricato nei tessuti. Che fare? Occorre fare appello alla consapevolezza, così da vivere appieno un respiro dopo l’altro.

La respirazione corretta

Respirare bene non significa forzare la respirazione. Al contrario, è fondamentale che l’aria entri dal naso in maniera spontanea, evitando di tirarla dentro, proprio come si fa quando si è raffreddati. Il rischio è di sforzare la parte superiore del torace, stimolando troppo i muscoli respiratori accessori, quelli che si attaccano al collo e alle spalle. Per evitarlo, bisogna prima espirare, cioè buttare fuori piano l’aria dal naso, e poi attendere che il centro respiratorio invii il segnale di lasciare entrare piano l’aria dalle narici. A questo punto, è essenziale imparare a respirare con meno frequenza e più in profondità, avendo cura di inserire una breve pausa, che non significa andare in apnea. Si tratta, invece, di una breve sospensione da inserire al termine dell’inspirazione e dell’espirazione. Certo, è un fatto di abitudine: 5 minuti, 2 volte al giorno, tutti i giorni, aiutano il muscolo diaframma a recuperare il suo ruolo, quello di motore della respirazione.

 

Il respiro non va controllato, ma osservato

Perché il respiro fluisca liberamente, è importante osservarlo, senza intervenire, modificandolo. Il fatto è che non appena ci si concentra sul respiro, parte il controllo. La sfida, allora, è diventare attenti osservatori del proprio respiro, quasi fossimo degli spettatori. Un esercizio che, messo in pratica con regolarità, renderà il respiro più lento e profondo, con il diaframma ben abbassato e la gabbia toracica più ampia, mentre l’aria, privata di ostacoli o forzature, entrerà finalmente libera.   

 

Gli esercizi per la respirazione

Detto questo, non resta che passare dalla teoria alla pratica con una serie di esercizi utili a rendere il respiro sempre più libero e naturale. Vediamoli.

  1. Osserva il respiro
    Sdraiata a terra, meglio se su un tappetino, se non hai un cuscinetto un po’ rigido, metti un libro non troppo alto sotto la testa, così da mantenere il collo rilassato e in linea con le spalle e la parte alta della schiena. Posa una mano sul petto e l’altra sull’addome e osserva quali delle due parti si muovono. Il torace dovrebbe essere fermo. La respirazione è nasale. Dopo l’espirazione, l’aria entra naturalmente dalla gabbia toracica per effetto di un ritorno elastico. Osserva e basta. Così per un 3-4 minuti.
  1. Senti i tempi del respiro
    Resta nella medesima posizione. Metti una mano sul petto e l’altra sull’addome. Lascia andare il respiro e cerca di sentire in quanti tempi inspiri e in quanti espiri. Non cercare di alterare il ritmo. Dopo qualche respiro, al termine dell’inspirazione, fai una pausa, da 1 a 3 tempi. Lo stesso dopo che hai espirato. Certo, all’inizio non è così facile e la voglia di tenere tutto sotto controllo è alta. Tranquilla: è una questione di allenamento. Esercitati tutti i giorni e, alla fine, ti sarà naturale.
  1. Lascia andare il respiro
    Accovacciata a terra, piega le ginocchia e avvicina il busto alle cosce. Braccia flesse, verso l’interno, posa la fronte sulle mani. Attenzione: il collo deve essere ben in linea con il dorso. Un libro sotto le mani ti agevolerà. Inspirando, immagina di riempire di aria lo spazio tra la parte laterale e quella bassa del busto. Respiro dopo respiro, comincerai a notare come questa zona si espanda. Continua così per 5 minuti, lasciando che l’aria fluisca liberamente.

 

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Redazione Wonder Magazine