Il segreto di Federico Pellegrino? Preparazione e cura di ogni dettaglio.
(Anche, e soprattutto, nell’integrazione)


Equipe Enervit

«Obiettivo centrato al 100%». Così ci rivela, più felice che mai, Federico Pellegrino . È venuto a trovarci nella nostra sede di Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.


Al top, a metà febbraio

«Per la stagione 2021– 2022 avevo un solo, preciso obiettivo: arrivare al top della condizione a metà febbraio. Ce l’ho fatta, grazie a una strategia partita da lontano, fin dall’estate, sfruttando anche il mese di dicembre nelle gare di Coppa del Mondo. Lo scopo? Conoscermi sempre di più, gestire al meglio i vari aspetti, compresa l’alimentazione e l’integrazione , finalizzare ogni singolo tassello in vista, appunto, di febbraio. Felice di esserci riuscito. E risultati raggiunti me lo confermano».

Non solo talento: la cura dei dettagli

«La mia prima vittoria in Coppa del Mondo risale alla stagione 2014 – 2015. Se penso al segreto che, anno dopo anno, si cela dietro ai miei tanti grandi successi è questo: la cura dei dettagli. Perché se ad alto livello sono arrivato grazie al talento, per confermarmi nel tempo, fino a competere, alla soglia dei 32 anni, con atleti molto più giovani, è la cura dei dettagli a fare la differenza».

Con il supporto dell’Equipe Enervit

«Tradotto in pratica. Tengo sotto controllo tutti gli aspetti, compresi quelli che all’apparenza possono sembrare collaterali e che invece rappresentano una parte fondamentale ai fini della prestazione: sto parlando della nutrizione e dell’integrazione . Che ho messo a punto e affinato grazie al prezioso supporto dell’Equipe Enervit . Insieme, infatti, abbiamo preparato una strategia che mi aiuta sia negli allenamenti ma anche e soprattutto, durante le gare».

Gli integratori nei giorni di training…

«Per quanto riguarda gli integratori, ne faccio buon uso: né troppo, né troppo poco, prima, durante e dopo. Tutto dipende dal tipo di training. Vado sul pratico. Due allenamenti al giorno: il principale e quello, per così dire, di “contorno”. Nel primo, opto per i sali minerali e le maltodestrine . Nel secondo, fatto di corse o lunghe skirrolate, magari mi basta qualche sorso di acqua dalle fontane che trovo in paese. Non esagero mai. E, in ogni caso, ascolto i segnali che il corpo mi invia. Regola che applico sia in allenamento che in gara».

… e quelli in gara

«Il giorno della gara, per gestire al meglio la performance, porto sempre con me i sali minerali, i Pre-sport, le barrette, i gel . Va detto che le sprint sono gare particolari, si sviluppano su più turni e il recupero tra l’uno e l’altro si riduce mano a mano che ci si avvicina alla finale. Ecco perché, non di rado, in base alle sensazioni che provo, cambio il metodo. Se mi manca un po’ di brillantezza, punto su un integratore. Se mi sento stanco, ne valuto uno diverso. Altre volte capisco che non ho bisogno di nulla. Ciò che conta è non spingersi mai oltre una certa produzione di lattato , con il rischio di arrivare sfiniti alla finale. Infine, occuparsi di quale integratore scegliere in un preciso istante è anche un modo per non avere la testa su quanti minuti mancano al prossimo turno o alla competizione che verrà. Un aiuto per la mente».

Per la massima performance

«In ogni caso, quando cerco la massima performance, seguo quello che mi ha insegnato l’Equipe Enervit. Ovvero, ricorro a particolari miscele di carboidrati basate sul rapporto 2:1 tra maltodestrine e fruttosio, come Enervit Isocarb. Un prodotto sempre più fondamentale per aiutarmi a massimizzare l’assimilazione dei carboidrati e puntare dritto ai miei obiettivi».