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Dal triathlon olimpico ai long distance:
il nuovo obiettivo di Michele Sarzilla.
Dal triathlon olimpico ai long distance:
il nuovo obiettivo di Michele Sarzilla
Dopo tante, ottime prestazioni nelle distanze “corte”, Michele Sarzilla è pronto a misurarsi sui long distance. Un vero e proprio percorso di transizione che nasconde una nuova sfida, sia fisica che mentale, con l’ambizione di puntare al Challenge Cesenatico, e oltre…
Tutto il mondo del triathlon è in grande crescita. Tu come ti sei avvicinato a questa disciplina?
"Il mio approccio al triathlon deriva da una voglia di rivincita. Io vengo dal nuoto: nell'estate del 2007 mi ero preparato a fondo, ma mancai la qualificazione ai Campionati Italiani dei 200 per pochi decimi. La delusione era fortissima, anche perché mi sentivo in ottima forma fisica, e, per non abbattermi, decisi di provare il triathlon, che già aveva suscitato il mio interesse. Ciclismo e running non facevano parte della mia routine. Facevo giusto qualche seduta di corsa di 30-40 minuti all'inizio della stagione di preparazione per il nuoto… ma devo dire che come podista me la cavavo già piuttosto bene."
Come hai affrontato bici e corsa?
"La bici mi è piaciuta sin da subito. La corsa, onestamente, l’ho un po’ “sofferta”. Venendo dal nuoto, le mie articolazioni non erano abituate agli impatti tipici del running ed i classici “acciacchi” non tardarono a presentarsi. Ad ogni modo, dopo sei mesi di preparazione, per vari motivi fui costretto a lasciare l’attività agonistica per quattro anni. Quando sono ripartito, la “frenesia” di tornare ad allenarmi senza un adeguato adattamento ha ulteriormente accentuato i fastidi.
Del resto, a quei tempi non curavo aspetti fondamentali, come alimentazione e integrazione."
In definitiva quando hai ripreso ufficialmente il triathlon a livello competitivo?
"Nel 2017 a 29 anni. Non ero più giovanissimo... molti triatleti a quell’età smettono!"
Sappiamo che ora sei passato a competere nelle distanze più lunghe, come 70.3 ed Ironman. Cosa ti ha spinto a questo cambiamento?
"Il pensiero alle lunghe distanze c’è sempre stato. Era solo questione di tempo.
Con il passare degli anni, gli atleti si trovano a perdere un po’ di capacità anaerobiche e a sviluppare maggiormente quelle aerobiche. Avevo segnato il 2024 come ultimo anno per le gare “corte”, per iniziare nel 2025 con le lunghe distanze. Sono stato abbastanza puntuale: in realtà ho anticipato la “transizione”, per rimanere in tema, alla seconda metà del 2024."
Hai sofferto la “transizione” alle lunghe distanze?
"In gara sì, proprio perché, rispetto alla mia tabella di marcia, ho anticipato di qualche mese non solo gli allenamenti per le lunghe distanze, ma anche le competizioni. A fine 2024 mi sono messo alla prova in un mezzo Ironman®, ma onestamente non ero ancora pronto. Preparare in un mese una gara di questo tipo, non è stata una buona idea.."
Qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato?
"Sicuramente l’aspetto mentale. Devi mantenere la concentrazione in prove che superano anche le quattro ore. La gestione dell’energia mentale è completamente diversa, e si aggiunge a quella fisica."

Qual è per te la parte più dura della gara?
"Per quanto riguarda la mia esperienza, la seconda parte della frazione in bici è la più dura. Gli ultimi 45 km sono quelli che soffro di più, soprattutto se non mi alimento bene durante la prima parte di gara."
Quale delle tre discipline è più difficile da adattare quando si passa alle distanze lunghe?
"Io ho trovato più difficoltà con la bici. Nel nuoto mi sento a mio agio, essendo sempre stato il mio sport. Stesso discorso per la corsa: vero che non nasco come runner, ma probabilmente, per doti naturali, sono un discreto podista."
Quindi ti stai concentrando sulla bici?
"Sì, soprattutto sulla capacità di mantenere alte potenze in modo costante, per periodi sempre più lunghi. Non è facile, anche perché devo ammettere che la mia predisposizione da “scalatore” non sempre gioca a mio favore sui percorsi regolari tipici del triathlon. Inoltre, sto lavorando molto anche sulla parte nutrizionale, sempre più importante."
Come è cambiata la tua routine di allenamento?
"Ho aumentato i lunghi nella corsa, effettuandoli dopo 60-90 minuti di bici, per simulare lo scenario di gara. Ho ridotto invece il nuoto, passando da sei a quattro sedute a settimana, e ho aumentato significativamente le ore in bici, sia nelle singole sessioni che nel volume settimanale complessivo."
Nello specifico?
"Per quanto riguarda la corsa, prima facevo 60 km a settimana, ora arrivo a 80-90, con lunghi che arrivano fino a 25 km. In bici, sono passato da circa 300 km a 400-500 km a settimana, nei periodi di carico. Il "monte" settimanale si attesta intorno alle 30 ore. Un tempo, raggiungevo questi livelli solo durante i picchi annuali. A livello di palestra, a giorni alterni eseguo esercizi di allungamento mirato per le zone più sollecitate, come collo, bicipiti femorali, zona lombare e adduttori. Inoltre, alleno la propriocezione e faccio sessioni di pesistica. In totale almeno quattro sedute a settimana."
L’aumento del volume ha impattato sulla fatica complessiva?
"In realtà mi sentivo più affaticato prima. Probabilmente perché prima le ore ad alta intensità erano maggiori. Voglio anche precisare, che, con il vostro costante supporto, dieta e integrazione mi stanno aiutando enormemente."
Qual è il beneficio maggiore che hai riscontrato?
"Indubbiamente il recupero. Mi avete aiutato a definire una strategia “cucita su misura”. Non abbiamo stravolto l’integrazione o la dieta abituali, ma abbiamo messo a punto ogni dettaglio.
Per fare un esempio, prima utilizzavo sempre i classici BCAA come recovery post-allenamento. Ora invece, dopo gli allenamenti più intensi, assumo delle proteine in polvere, ed effettivamente ne sento i benefici. Questo non significa che abbia smesso di usare i BCAA, ma li impiego in modo diverso, aggiunti al recovery drink che assumo dopo il secondo allenamento della giornata, che solitamente precede la cena.
Infine, un altro prodotto che mi ha veramente sorpreso, a livello di benefici, è stato il Tart cherry extract."
Puoi descriverci la tua tipica colazione pre-gara?
"La colazione pre-gara non è mai troppo abbondante, dato che le gare lunghe partono piuttosto presto. Di norma mangio un porridge di avena con l’aggiunta di carboidrati a rilascio graduale, ma se non c’è, mi adatto con pane, formaggio spalmabile e marmellata. Abbiamo predisposto più varianti di pasto pre-gara perché non sempre in hotel si ha a disposizione tutto. Poi, prima dello start, non mancano mai una o due gelatine di carboidrati."
Qual è la tua strategia in gara?
"È chiaramente incentrata sui carboidrati, come maltodestrine e fruttosio, che assumo in sciolti in borraccia e sotto forma di gel. Divido la frazione di bici in tre: un primo gel poco dopo l'inizio della frazione in bici, seguito da altri due a intervalli regolari. Il secondo gel, con caffeina, e lo assumo quando mancano circa 10 km. Durante la corsa, assumo due gel, uno al settimo e uno al tredicesimo chilometro. Ora sto anche testando le nuove barrette al gusto burro d'arachidi… ottime!"
Quali consigli daresti a chi vuole passare dal triathlon olimpico alle distanze più lunghe?
"A livello di preparazione, è fondamentale non trascurare la nutrizione in ogni sua fase, prima durante e dopo l’attività. Il consiglio più specifico è di portarsi sempre qualche gel extra. In un mezzo Ironman ad Andorra, ho perso la borraccia… per fortuna avevo alcuni gel extra in tasca. Inoltre, fate attenzione alla posizione in bici: affidatevi ad un biomeccanico, perché sulla bici passerete molte ore."
Challenge Cesenatico: come ti stai preparando?
"Ho pianificato un calendario di avvicinamento che include gare di duathlon, una maratona ed un mezzo Ironman. Questo calendario è pensato appositamente per prepararmi al meglio per Cesenatico. Conosco bene le insidie di questa gara, soprattutto nel nuoto, con l’entrata e l'uscita dalla spiaggia e la parte in bici, che presenta alcuni strappi. Del resto, gareggiare in casa ha un sapore speciale."
Un’ultima domanda: hai già provato un Ironman?
"No, era in programma ad aprile ma purtroppo "salta"... Credo sarà per fine 2025, non rinuncio. Anche perché l’obiettivo è quello di strappare un pass molto speciale per il 2026.." (incrocia le dita, Ndr).