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Tutto il bene delle spezie in cucina

E’ proprio il caso di dirlo: Paese che vai, spezie che trovi. Già perché le spezie hanno davvero fatto la storia del commercio sin dai tempi antichi. Già nel 3000 a.C. i Cinesi erano soliti utilizzare la cannella. E già nel papiro egizio Erbes (redatto intorno al XVI secolo a.C.) sono descritti numerosi rimedi a base di erbe aromatiche e spezie. Fra i ritrovamenti archeologici vi sono tracce di anice, fieno greco, cardamomo, cassia, cumino, aneto e zafferano. 

Curiosa la notizia che proprio gli egizi utilizzavano le spezie per l’imbalsamazione. Il motivo della loro efficacia? Semplice. L’elevata concentrazione di polifenoli. Non a caso per diversi secoli sono state utilizzate anche per conservare gli alimenti. Oggi, riguardo il potere delle spezie e dei polifenoli si sa molto di più. Scopriamolo.

I polifenoli, nello specifico, sono conosciuti per il loro elevato potere antiossidante. Ma c’è molto di più a fornir loro numerosi benefici per la salute. Una volta assunti, nell’intestino si trasformano in potenti agenti antinfiammatori in grado di ridurre gli effetti proinfiammatori. Vengono definiti “i guerrieri dell’infiammazione” che si preparano a fronteggiare l’invasione di batteri che minano la nostra salute.

Finché la dieta, intesa come alimentazione quotidiana, è ricca di alimenti contenenti polifenoli, è possibile tenere sotto controllo i centomila miliardi di batteri che vivono nell’intestino. Quando però il livello di polifenoli si abbassa viene a mancare uno degli attori principali nella gestione dell’infiammazione cellulare.

Per avere una quantità sufficiente di polifenoli è necessario assumere tanta frutta e verdura, possibilmente cresciuta “in cattività” cioè non coltivata in serra. Una quantità indicativa, tanto per comprendere il valore di quel “tanto”, corrisponde a 1 kg di vegetali al giorno tra frutta e verdura. Di solito la frutta ne è più ricca (in particolare nella buccia e nei semi, la polpa ne è povera in proporzione) ma è anche ricca di zuccheri. Un consiglio semplice e pratico, pertanto, è quello di sfruttare il potere delle spezie, anch’esse –come si è detto nell’introduzione di questo articolo- sono ricchissime in polifenoli.

Tra le spezie la curcuma ha mostrato negli studi scientifici un potere superiore rispetto ad altre spezie. Si consuma da sola oppure nel curry (una miscela di spezie a base di coriandolo, cumino, cardamomo e vari tipi di pepe in cui la curcuma è presente in circa il 20-30%). La biodisponibilità della curcuma è bassa, nonostante il suo elevato potere antiossidante. Per favorirne l’assimilazione a livello intestinale è consigliabile consumarla attraverso il curry oppure unirla al pepe nero. La piperina, infatti, amplifica l’azione della curcuma e ne favorisce un miglior assorbimento rispetto a quando assunta da sola.

Con l’utilizzo delle spezie si avrà la possibilità di esaltare i sapori degli alimenti e arricchire la tavole di colori e nuovi sapori. Il tutto con un grande beneficio per la salute.

 


A cura di Elena Casiraghi, PhD – Equipe Enervit