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I personal trainer del sistema immunitario

Si parla tanto di difese immunitarie. Ma si dice ancora troppo poco su come potenziarle, favorire la risoluzione dalle infezioni e, soprattutto, come riparare i tessuti danneggiati.

Perché purtroppo è cosi: molti agenti patogeni come i virus “lasciano la firma” sulle cellule di diversi tessuti, danneggiandoli. Oggi la scienza ha maggiori evidenze e mette sul tavolo gli strumenti utili da adottare. Scopriamo di più.

A spiegarci come fare sono ancora una volta due grandi scienziati, il Dr. Barry Sears dagli Stati Uniti, Ph.D., Presidente dell’Inflammation Research Foundation, e il Prof. Giovanni Scapagnini, medico e neuroscienziato, Professore Ordinario di Nutrizione Clinica presso il Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute, all’Università degli Studi del Molise, in occasione del webinar sull’immunonutrizione organizzato dall’Inflammation Research Foundation e da Zone Academy nella giornata di domenica 22 novembre 2020 (e in replica mercoledì 25 novembre).

Ridurre, risolvere, riparare:

Alla base dell’infezione c’è una patologia di carattere infiammatorio. Per questo motivo è indispensabile prima di tutto ridurre lo stato dell’infiammazione cosiddetta silente per potenziare la prima linea di difesa immunitaria. Dentro di noi infatti esiste una certa dose di infiammazione. È così per natura. Il problema è che più si alzano i valori di infiammazione, minore è la capacità dell’organismo di frenare gli attacchi di virus e batteri. L’infiammazione pertanto deve essere mantenuta entro certi livelli ottimali, né troppa, né troppo poca. In questa maniera l’organismo saprà difendersi e in caso di infezione sarà in grado di attivare un’efficace risposta risolutiva. Di risolvere cioè l’infezione. E visto che l’alimentazione influenza l’infiammazione risulta indispensabile controllare questo fuoco bilanciando i nutrienti. In altre parole adottando una strategia nutrizionale antinfiammatoria proprio come la Zona.

Il gioco di squadra che porta al benessere

La missione della Zona è quella di gestire, controllandola, la nostra infiammazione per mantenerla appunto in una zona ottimale. A potenziare i suoi benefici ci sono poi i grassi omega 3 che allenano l’organismo a risolvere l’infiammazione qualora questa uscisse dalla “zona di controllo”. C’è di più. Sappiamo ormai infatti che ogni infiammazione danneggia le cellule alterando cosi lo stato di benessere e velocizzando l’invecchiamento. Arrivano a questo punto a scatenare un ulteriore supporto i polifenoli che attivano “l’enzima della vita”, non a caso anche chiamato “l’enzima della longevità”. Un enzima in grado di riparare. Il fatto è che in natura esistono più di 8000 polifenoli. E solo una parte di questi è in grado di attivare questo prezioso enzima. Si parla quindi di polifenoli idrosolubili, ovvero quello in grado di oltrepassare la barriera intestinale e penetrate cosi nell’organismo. Tra questi le antocianine del maqui e delle arance rosse.

Una strategia quella tra Zona, omega 3 e polifenoli che rivela tutto il suo potenziale nella sinergia tra ogni singolo protagonista. Solo così sarà possibile ristabilire e conservare il nostro fisiologico benessere.

 

Elena Casiraghi, Ph.D. - Equipe Enervit