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La dieta Zona? Universale, flessibile e democratica

 

Facile, salutare, saziante. Ma anche universale, flessibile e democratica. Parola di Barry Sears, il papà della Zona. Tre (nuovi) aggettivi non casuali. Che il biochimico americano, di passaggio a Milano, in occasione del recente Zone Consultant Course, ci ha chiarito. «Universale, perché i principi che stanno alla base di questa strategia alimentare valgono per tutti: europei, americani, africani, asiatici. La Zona, infatti, non fa distinzione di nazionalità, religione, sesso e chiunque può seguirla, tenendo fede alle proprie tradizioni culinarie. Da qui la sua democraticità» afferma il professore. «L’importante è rispettare la regola di dividere il piatto in 2/3 e 1/3. I primi due spicchi ospiteranno tanta frutta e verdura, quest’ultima condita con un cucchiaio di olio extra vergine, così da garantirsi la giusta dose di carboidrati e grassi, l’ultimo terzo punterà alle proteine». Il problema semmai è un altro. «Non di rado quando parliamo di cibo, ci ancoriamo alle nostre credenze individuali che, nella maggior parte dei casi, non hanno nulla a che vedere con la scienza» precisa l’esperto. «La Zona, invece, un fondamento scientifico ce l’ha, eccome. Una base forte che permette, a chi la segue, di non tradire le proprie scelte filosofiche». Facciamo un esempio pratico. «Chi si affida alla PaleoZona ha idee completamente opposte da chi si professa vegano. Tuttavia, i primi 2/3 del piatto, essendo composti da frutta e verdura, rendono i due identici. Come dire, sono fratelli, sono uniti, hanno un legame» precisa il biochimico. «La differenza sta nelle restrizioni che determinano l’ultimo terzo, quello destinato alle proteine. I vegani attingeranno alla vasta gamma di prodotti a base di soia, la cui composizione proteica negli ultimi anni è molto migliorata. I sostenitori della Paleo, invece, dopo aver escluso il latte e i suoi derivati, faranno incetta di pesce, molluschi, carne bianca, selvaggina e altro ancora. Limitazioni che, tuttavia, rendono i due uguali nel volere osservare, a tutti i costi, il proprio stile alimentare». Un altro esempio? «Gli onnivori avranno a disposizione una maggiore scelta di cibi, mentre i vegetariani includeranno con piacere uova, latte, formaggi, yogurt. Ed ecco spiegata la flessibilità della Zona» conclude il professor Barry Sears.

di Lucia Cordero