0
Non hai alcun prodotto nel tuo carrello.
 Prodotti
Subtotale: 
 
Freddo e alimentazione: cosa cambia?

Il freddo è ormai arrivato da qualche giorno e l’inverno è alle porte. C’è chi lo tollera di più e chi invece non lo sopporta proprio. In entrambe i casi però è bene sapere che l’organismo mette in atto dei cambiamenti per adattarsi alle basse temperature e che anche questa situazione ambientale vuole la sua alimentazione strategica. Scopriamo di più.

Il freddo non è uguale per tutti.

Quando si tratta di tolleranza al freddo ognuno è diverso. L’acclimatazione gioca senza dubbio un ruolo importante: proprio com’è possibile acclimatarsi al caldo, è possibile farlo al freddo. Quando la temperatura si riduce, cioè scende al di sotto dei 36,4 gradi C. circa, l’organismo mette in atto dei meccanismi per produrre calore e mantenersi al caldo. Il primo è la vasocostrizione, il secondo è il brivido. Il brivido è un tipo di contrazione muscolare involontaria ripetitiva e ritmica. Lo scienziato Horvath nel 1981 lo definiva come uno stato di "quasi esercizio". Con l’esposizione al freddo quindi non è possibile sottovalutare l’apporto energetico in quanto questo è differente rispetto a condizioni di temperatura mite.

Le strategie nutrizionali.

Ecco pertanto quali consigli sono utili per adattarsi meglio al freddo e aiutare l’organismo a tollerare meglio le basse temperature.

  • Alimenti fonte di proteine nella prima colazione: Anche se i carboidrati sono fondamentali per le prestazioni al freddo, ci potrebbero essere alcuni benefici nel consumare una colazione che preveda anche un contenuto proteico prima dell’esposizione alle basse temperature. Gli studi mostrano che l’effetto termico è superiore a quello dell’ingestione dei grassi e dei carboidrati. Una colazione ad alto contenuto di proteine può comportare un aumento del calore corporeo fino a 6 ore dopo l’ingestione. Per la loro scelta vanno privilegiate le fonti magre al fine di favorire lo svuotamento gastrico, oltre che il benessere. Ottimi pertanto yogurt bianco magro o di soia, affettato magro come bresaola, prosciutto crudo o cotto o ancora albume d’uovo o salmone affumicato. Un’ottima soluzione sono anche i frollini già bilanciati tra carboidrati e proteine oppure le polveri di proteine da fonti whey o vegetali. Indicazioni che la strategia alimentare Zona già ben conosce e suggerisce.

 

  • Integrazione quotidiana di flavanoli del cacao e acidi grassi omega 3: secondo esperienze sul campo con atleti alpinisti evoluti, queste sostanze di cui sono ricche le fave di cacao, sembrano permettere una miglior tollerabilità alle temperature estremamente basse, oltre che favorire la prestazione sportiva e l’apporto di ossigeno a tutti i muscoli coinvolti nello sforzo. Il beneficio sembra maggiore quando associati all’integrazione di acidi grassi omega 3 da fonti marine. Non a caso, infatti, i pesci che ne sono più ricchi sono proprio quelli che vivono nei mari freddi.

 

Elena Casiraghi, Ph.D. - Equipe Enervit