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Come il cambio dell’ora influisce sul nostro organismo. Regoliamoci così. Ecco alcuni consigli pratici a tavola.

L’ora solare ha un impatto non indifferente sulla nostra vita quotidiana e sul nostro benessere. I ritmi della vita vengono alterati anche se si tratta apparentemente di una lieve modificazione. Dopo tutto, infatti, non facciamo altro che spostare le lancette dell’orologio di un’ora indietro. Ma c’è molto di più. Scopriamolo.

 

La nostra vita, e più in generale la vita del regno animale, è regolata sin dal principio dell’esistenza dall’alternarsi luce e buio. L’orologio circadiano che ciascun individuo possiede internamente e che gestisce lo scandirsi dei ritmi vitali quotidiani come ad esempio la temperatura corporea, la pressione del sangue, la frequenza cardiaca e molto altro ancora è dettato dalla presenza della luce solare e si adatta a questa.

Come l’alternanza di luce e buio influenza il nostro organismo:

Perché tutto ciò? Perché la luce influenza l’ipotalamo e questo agisce sull’orologio circadiano in due modi diversi: uno direttamente attraverso l’occhio, e quindi la vista della luce, l’altro indirettamente attraverso la maggiore o minore produzione di melatonina -anche conosciuta come l’”ormone del sonno”- la cui produzione aumenta al buio e diminuisce alla luce. In questo caso anche con la luce artificiale. Ogni qual volta che vi è un cambio dell’esposizione alla luce, l’organismo deve creare un nuovo adattamento. In quanto tale, l’adattamento è frutto di continui stimoli, detti anche stressors. E richiede pertanto alcuni giorni perché si possa ristabilire un nuovo equilibrio. Esattamente quanto ci accade quando siamo soggetti a jet-leg da viaggio. Intervenendo quindi su questi due piani, luce riflessa nell’occhio e produzione di melatonina, possiamo contribuire a modificare il bioritmo circadiano quando esso è sfasato. Come? Senza dubbio a partire da due fattori: il primo fa riferimento al controllo delle fonti di luce anche artificiali specie in serata; il secondo prende in considerazione la scelta degli alimenti oltre che la densità energetica che si consumano nel pasto serale. Ad esempio, saltare la cena o assumere meno calorie del necessario, infatti, disturba la qualità del sonno.

Favorire la qualità del sonno: componi così la tua cena

La Positive Nutrition è già di per sé un’ottima linea guida, in quanto prevede il consumo di alimenti che favoriscono la qualità del sonno e nelle opportune quantità: non deve mai mancare nella cena una fonte di carboidrati cosiddetti raffinati come riso basmati o integrale o cereali o una porzione di pane di accompagnamento. O anche, se lo desideriamo, un pezzettino di cioccolato fondente che stimolerà la serotonina con un impatto positivo quindi sulla melatonina, l’ormone del sonno. Un’alimentazione troppo povera di carboidrati può ridurre la qualità del sonno per via dell’aumento dei livelli di cortisolo. Carboidrati ma anche proteine: un corretto apporto di proteine nella cena migliora la qualità del sonno. Tra queste, per esempio, la carne di pollo può rivelarsi una scelta positiva in quanto è un alimento ricco in triptofano, aminoacido utilizzato dall’organismo per la sintesi di serotonina e melatonina, in grado di aumentare la qualità del sonno. Anche i grassi poi dovranno essere quelli vantaggiosi alla salute: una cena ricca in grassi saturi diminuisce il tempo totale del sonno. L’olio extravergine di oliva, ricco prevalentemente di acidi grassi polinsaturi, è ideale per i condimenti, e pertanto rimane sempre un’ottima scelta. Ovviamente nelle opportune quantità.

 

A cura di Elena Casiraghi, PhD – Equipe Enervit