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Una comune dieta ipocalorica?

L’obiettivo di una dieta bilanciata è quello di controllare non tanto le calorie, ma la risposta dell’insulina e di altri ormoni per mantenere un ottimale stato di salute.

Alcune persone definiscono la Zona una comune dieta ipocalorica e niente più. Liquidano così il discorso ed eludono un dibattito che potrebbe essere interessante per tutti gli argomenti sconosciuti e misconosciuti che riguardano questo metodo.

La Zona è davvero una dieta ipocalorica, ma non è comune. Il suo obiettivo infatti non è semplicemente ridurre le calorie, ma controllare innanzitutto la risposta insulinica per modulare la sintesi degli eicosanoidi, omoni cellulari che presiedono a moltissime funzioni cruciali per la salute. A questo scopo, indica di scegliere e di utilizzare i carboidrati in base al loro carico glicemico e consiglia di associarli a proteine e grassi scelti, in proporzioni tali da garantire il controllo della fame e l’utilizzo dei grassi come fonte primaria di energia al posto dei carboidrati.

Pertanto una persona che mangia in Zona non ha a disposizione solo l’energia dei carboidrati, come avviene con una qualsiasi dieta genericamente ipocalorica, ma soprattutto l’energia dei grassi che sono doppiamente energetici. Ciò si traduce in notevoli vantaggi pratici e salutistici a vari livelli. Subito si riscontra una maggiore lucidità e un’aumentata efficienza fisica perché ogni distretto corporeo può utilizzare il suo carburante migliore: il cervello usa i carboidrati che sono la sua unica ed esclusiva fonte di energia, i muscoli e il resto del corpo possono avvalersi dei redditizi grassi e per giunta senza competere con il cervello per l’utilizzo dei carboidrati.

Chi segue la Zona attinge quindi al magazzino adiposo con molta più efficienza del solito, a beneficio dei livelli d’insulina che risultano più controllati rispetto a una normale dieta: si prolunga il senso di sazietà e non si intacca la massa magra (muscoli, ossa, organi, sistema immunitario, ecc.) come invece accade spesso con le generiche diete ipocaloriche.

Quindi chi vuole dimagrire con la Zona, è certo di perdere solo e soltanto massa grassa proprio grazie al controllo dell’insulina che, assieme ai grassi, co-presiede la regolazione degli ormoni cellulari dalle azioni contrapposte. Ci sono i vasocostrittori e i vasodilatatori, i promotori della proliferazione piastrinica e gli inibitori, i pro infiammatori e gli antinfiammatori, ecc.: tutti servono, ma devono essere in equilibrio tra loro per permettere all’organismo di funzionare al meglio. Mangiare troppi carboidrati che sono i maggiori stimolatori dell’insulina senza scegliere adeguatamente i grassi alimentari per ridurre gli omega-6 degli oli di semi e aumentare gli omega-3 dei pesci, incrementa la sintesi degli eicosanoidi vasocostrittori che potrebbero portare all’ipertensione, dei promotori della proliferazione piastrinica che potrebbero aumentare la possibilità di trombi, dei pro infiammatori che aumentano l’infiammazione cellulare ritenuta la causa sottostante di molte patologie tra cui quelle cardiovascolari e i tumori.   

Questi sono solo alcuni dei temi di cui si occupa la Zona che più correttamente si definisce come una dieta antinfiammatoria piuttosto che una comune dieta ipocalorica per dimagrire.

Gigliola Braga