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Superpoteri

Proteggono le piante e ci aiutano con la loro azione antiossidante a superare gli stress quotidiani di qualunque genere: sono i polifenoli, che troviamo nei vegetali - verdura, frutta, erbe aromatiche – e  nell’olio di oliva.  

Non forniscono energia, non apportano macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi) né acqua né fibre e neppure coenzimi, le piccolissime molecole cruciali in molte reazioni biologiche. Provengono dal mondo vegetale dove sono metaboliti secondari che svolgono svariate funzioni di protezione della pianta la quale, non potendo scappare per difendersi e dovendosi garantire la sopravvivenza, produce sostanze chimiche che la riparano dall’azione dei raggi ultravioletti, dagli agenti patogeni, dagli erbivori e nel contempo le consentono di effettuare la rigenerazione e la cicatrizzazione dei tessuti, la proteggono con la loro azione antiossidante, attirano gli impollinatori attraverso pigmenti colorati, ecc.

Sto parlando dei polifenoli, sostanze che l’uomo non è in grado di produrre ma che normalmente assume con il cibo quando mangia frutta, verdura, olio d’oliva, erbe aromatiche, ecc.. Se ne conoscono all’incirca 8.000 tipi ma si stima che possano essercene 100.000. Da quando esiste, il nostro organismo si è sempre confrontato con queste sostanze che hanno subito una drastica diminuzione con l’avvento dell’agricoltura. La tutela dei raccolti che ne è conseguita ha abbassato la naturale necessità della pianta di provvedere a sé stessa, diminuendo così le spontanee attività del suo sistema immunitario, come spesso vengono definite queste molecole. La loro influenza sull’uomo si pensa sia stata determinante persino nella selezione del microbiota, l’insieme di microorganismi che stazionano nel nostro intestino dove svolgono importantissime funzioni connesse con la salute.

Queste sostanze xenobiotiche completamente estranee al nostro organismo, non fanno parte della nostra biochimica, ma la maggior parte di loro è in grado di interferire a più livelli sul sistema dei nostri segnali cellulari tanto da avviare, per esempio, un benefico meccanismo antinfiammatorio generale con importanti ricadute positive sul sistema biologico della cellula e dell’intero organismo.

In vitro i polifenoli si sono dimostrati efficaci antiossidanti, ma una volta ingeriti diventano molecole attive capaci di accendere nella cellula una risposta biorigenerante: stimolano la sintesi di altri antiossidanti, svolgono l’azione antinfiammatoria già citata e ringiovaniscono le capacità ossidative cellulari. In pratica attivano nell’organismo gli interruttori che dicono alla cellula di reagire per difendersi mettendo in atto gli efficacissimi meccanismi adattativi necessari alla sua sopravvivenza. Normalmente serve uno stimolo stressante come per esempio l’esposizione ai raggi UV o la restrizione calorica per accendere queste reazioni cellulari che invece i polifenoli innescano senza l’intervento di una condizione negativa.

Il risultato è una cellula allenata a tararsi in base alle necessità per superare gli stress quotidiani. Non più attaccabile, non più danneggiabile, al massimo della sua espressione, è una supercellula perfetta che garantisce maggiore longevità. 

Non a caso la Zona consiglia di privilegiare l’uso di frutta e verdura come fonte di carboidrati.      

Gigliola Braga