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On the road

Quando si è in viaggio, la raccomandazione è di non eccedere nella scelta dei carboidrati, specialmente quando si tratta di bibite, di gelati e di panini.

Chi segue la Zona sa che i carboidrati in eccesso fanno male: una certa quota è necessaria per il buon funzionamento organico, ma bisogna prestare attenzione a non esagerare.

Durante un viaggio estivo questa raccomandazione è valida più che mai visto che nei bar e nei vari punti di ristoro si trovano invitanti bibite fredde utilizzate perlopiù per rinfrescarsi e panini o quant’altro ritenuti molto pratici per risolvere svariate situazioni: tutte soluzioni che in ogni caso rappresentano un abbondante rifornimento di carboidrati. Nei ristoranti e nei self service è più facile difendersi componendo a scelta pasti che ne contengono il giusto quantitativo secondo il metodo a occhio della Zona: il volume di un proprio pugno se sfavorevoli come il pane, la pasta, il riso, ecc. oppure il volume di due pugni se favorevoli come la maggior parte della frutta.

Come cavarsela invece nelle circostanze più rischiose? Ecco qualche consiglio:

• evitare le bibite anche se light, zero calorie o senza zuccheri. Queste bevande infatti, essendo comunque dolci, stimolano una risposta metabolica analoga a quella provocata dalle bibite “normali” che, come si sa, sono un vero concentrato di zuccheri: una lattina ne può contenere fino a 35 g (equivalenti più o meno ai carboidrati necessari a una donna in un pasto). Disciolti nei liquidi, questi zuccheri vengono assimilati con grande rapidità e provocano facilmente una ipoglicemia reattiva che induce al costante e reiterato bisogno di altri carboidrati. E’ ovvio che la migliore soluzione per dissetarsi e rinfrescarsi è l’acqua

• attenzione ai presunti tè in bottiglia o lattina. Del tè evocano solo il nome o l’immagine perché in realtà sono bevande dolci a tutti gli effetti, ben diverse dall’infuso di tè

• i gelati contengono molti zuccheri, quindi possono essere usati come esclusiva quota di carboidrati alla fine di un pasto. Se utilizzati come rinfrescanti tra un pasto e l’altro, devono essere in piccoli quantitativi e possibilmente bilanciati con proteine e grassi come accade per esempio con i gusti fior di latte, crema, stracciatella, ecc. Così possono costituire uno spuntino non proprio perfetto, ma sufficiente a minimizzare l’ipoglicemia reattiva tipica dell’eccesso di carboidrati che si rischia di provocare con i gusti alla frutta

• i panini imbottiti quasi sempre sono composti da troppi carboidrati. Per renderli più consoni alle nostre necessità, si può ridurre la quota di pane togliendone una fetta. Attenzione perché a volte 1 solo panino senza 1 fetta di pane può già corrispondere a un intero pasto, come accade per esempio nei punti di ristoro autostradali con il Rustico o il Capri per una donna e con il Camogli per un uomo.

Gigliola Braga