0
Non hai alcun prodotto nel tuo carrello.
 Prodotti
Subtotale: 
 
Non lasciamoci ingannare

Nel variegato mondo del cibo, vi sono alimenti che possono sembrare semplici bevande, come il latte, però con una specifica composizione nutrizionale.

Ci sono alimenti che non si presentano nella loro veste classica perché, anziché essere solidi come ci si aspetterebbe, sono liquidi e pertanto possono sembrare semplici bevande che, come tali, non rientrano nel gruppo dei cibi. Invece il latte, il vino, le bibite, i succhi ecc. sono alimenti a tutti gli effetti e pertanto vanno considerati come tali. Non tutti però hanno la stessa influenza metabolica che dipende dalla loro composizione.

Il latte, per esempio, contiene sia proteine, sia carboidrati, sia grassi in quantitativi diversi a seconda della provenienza: il più ricco di proteine e di grassi è quello di pecora seguito da quello di capra e di mucca, mentre quello di asina è il più simile al latte umano. Le bevande all’apparenza simili al latte come quelle di soia, avena, mandorla, ecc. vanno valutate singolarmente perché hanno composizioni differenti, ma spesso accomunate da un’alta quota di carboidrati.

Il vino, la birra e più in generale tutti gli alcolici, rientrano nel metabolismo dei carboidrati e quindi vanno valutati come tali in proporzione al loro grado alcolico: i superalcolici hanno una densità metabolica molto superiore al vino, che a sua volta in generale supera la birra.

Le bibite dolci, i succhi di frutta, le spremute, ecc. (tutto al naturale) sono una fonte esclusiva di carboidrati che vengono assimilati più velocemente di quelli presenti nei cibi solidi: 100g di spremuta d’arancia contengono all’incirca gli stessi carboidrati di 100g di arancia, con la differenza però che i primi entrano in circolo molto prima dei secondi i quali, rallentati nel loro assorbimento dalla fibra presente nel frutto intero, in media inducono una risposta metabolica più favorevole e inoltre forniscono materiale prezioso alla flora intestinale da cui sembra dipendere gran parte della nostra salute.   

Le bibite light, senza calorie, senza carboidrati, senza zuccheri, diet come si collocano? Si possono davvero ritenere metabolicamente neutre perché prive di tutto? Purtroppo non è così, come continuano a dimostrare studi molto accreditati in merito. Anzi, queste bevande sembrano essere perfino più dannose delle altre, sia per gli effetti diretti sulla risposta ormonale al cibo, sia per le ripercussioni organiche esercitate dai loro componenti. Infatti, qualsiasi sia l’origine del gusto dolce (zucchero vero e proprio o dolcificanti sintetici senza calorie) percepito dal palato, si instaura un’immediata risposta dal parte del pancreas che libera in circolo la quantità d’insulina necessaria a riportare nella norma i livelli di zuccheri (veri o falsi che siano) nel sangue. Con i dolcificanti artificiali si verifica così uno scompenso metabolico con conseguenze opposte a quelle per cui in genere si usano queste bibite che possono provocare fame, continua voglia di zuccheri, aumento della massa grassa, ecc. Senza contare che, oltre a questi effetti nocivi, alcuni dolcificanti presenti in molte bibite (ma anche in svariati alimenti solidi dietetici) sviluppano prodotti di degradazione dannosi, come l’aspartame che nella sua scissione produce metanolo (una molecola tossica per l’organismo). Questi dolcificanti sembrano alterare negativamente anche la funzionalità della flora batterica intestinale che pare influenzare l’equilibrio degli zuccheri ematici e importanti processi endocrini e metabolici.

In attesa di saperne di più, ci sono comunque evidenze già sufficienti per concludere che non è facile ingannare il nostro organismo forgiato dai lunghissimi tempi evolutivi.

Teniamolo presente nelle nostre scelte.

Gigliola Braga