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LE LIBERTÀ DELLA ZONA

La natura ci offre un’ampia scelta di alimenti per combinare proteine, carboidrati e grassi in pasti bilanciati, per ottenere un controllo ormonale e un effetto antinfiammatorio.

La Zona ha due regole ben conosciute: una riguarda la necessità di associare proteine, carboidrati e grassi ogni volta che si mangia; l’altra prevede di utilizzare uno spuntino quando trascorre troppo tempo tra un pasto e l’altro. Su questa base, si inseriscono le indicazioni riguardanti soprattutto la scelta degli alimenti per privilegiare i carboidrati a basso carico glicemico (verdura e frutta), le proteine magre o ricche di omega-3 (pesce) e i grassi monoinsaturi (olio extra vergine d’oliva, noci, ecc.). Tutto questo per ottenere un buon controllo post prandiale dell’insulina (l’ormone prodotto in seguito alla digestione che consente alle cellule di ricevere i nutrienti e che immagazzina in grasso gli eccessi) e gli elementi adatti alla messa a punto di un’alimentazione antinfiammatoria.
All’interno di questi suggerimenti, si possono comporre liberamente i propri pasti, le colazioni e gli spuntini scegliendo tra un’infinita varietà di alimenti e combinandoli a proprio piacimento o secondo le necessità e le esigenze del momento.

La libertà di scelta non si ferma qui perché c’è persino la possibilità di concedersi un aperitivo con gli amici, qualche peccato di gola come un pezzetto di cioccolato o un dolce. Addirittura si può trasgredire senza danneggiare l’intero progetto.

Com’è possibile tutto questo? Semplicemente tenendo presente che se si vuole adottare la Zona come proprio stile alimentare per usufruire degli innumerevoli vantaggi garantiti da questo metodo, le sue regole e le sue indicazioni vanno tenute in assoluta considerazione e vanno sempre seguite, ma non succede niente se sporadicamente si utilizzano modalità o alimenti poco consoni alla Zona. Questo discorso diventa comprensibile e chiaro se si considera che l’organismo risponde al cibo ogni volta che mangiamo, per cui se in un pasto, in una colazione o in uno spuntino sbagliamo le associazioni o non utilizziamo gli alimenti migliori, non perdiamo le prerogative del metodo se non nelle ore immediatamente successive, per ritrovarle però subito dopo, non appena “rientriamo in Zona” seguendola  correttamente. Se questo avviene eccezionalmente, è molto probabile che non lasci alcun segno nel proprio percorso, ma regali un’ulteriore libertà di scelta.

Qualcuno potrebbe stupirsi sapendo che, come dice Barry Sears, la Zona si può seguire addirittura in modo parziale, per esempio in tutta la giornata tranne la colazione o per la maggior parte della settimana. Naturalmente non è il miglior modo per apprezzarne i vantaggi perché se si segue al 75%, si avrà il 75% dei risultati, tuttavia può avvicinare i refrattari che avranno così modo di migliorare comunque la loro alimentazione, anche se in modo parziale.

Gigliola Braga