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In un batter d’occhio

Una fonte proteica più verdura e frutta, per fornire carboidrati, sono alla base di una pasto equilibrato che si può realizzare con una certa facilità.

Chi pensa che la Zona richieda un sacco di tempo, può stare assolutamente tranquillo perché l’applicazione di questo metodo non richiede un impegno superiore a quello che si dedicherebbe a qualsiasi altro metodo. I pasti possono essere semplici e rapidi da preparare, come pure elaborati: dipende dalle scelte individuali, dalle circostanze e dalle necessità. Non dal metodo in sé che è adattabile alle più svariate esigenze.

I primi giorni necessari a imparare, ovviamente sono più impegnativi, come del resto succede per qualsiasi nuova esperienza. Man mano che si prosegue, però, tutto diventa progressivamente più familiare e naturale, tanto da consentire persino una sorprendente essenzialità di preparazione: basta aprire il frigorifero o il freezer per trovare una fonte proteica (pesce, carne, uova, ecc.) oppure usare una scatoletta, per esempio, di tonno per poi aggiungere della frutta e, per finire, delle olive o qualche mandorla.

Con la Zona si possono utilizzare parecchie verdure che notoriamente sono molto impegnative da preparare per la pulizia richiesta e l’eventuale cottura. Sono alimenti caldamente consigliati per il loro bassissimo o addirittura inesistente carico glicemico e per la presenza dei preziosi polifenoli che li arricchiscono di prerogative antinfiammatorie. Ma se si ha poco tempo o non si dispone di questa fonte privilegiata di carboidrati, come si diceva, si può ricorrere alla frutta, facilmente disponibile, pratica, veloce, analogamente abbondante in minerali, vitamine, fibre e persino più ricca di polifenoli. Si possono utilizzare anche le verdure surgelate al naturale (attenzione a quelle già cucinate che spesso contengono molti grassi non buoni) oppure quelle in barattolo o in lattina che però possono avere un indice glicemico superiore rispetto a quelle fresche e surgelate a causa della lavorazione a cui vengono sottoposte. Non è un grosso problema se si tollerano bene, cioè se non si riscontra un peggiore controllo glicemico postprandiale che si manifesta con i classici sintomi dell’ipoglicemia come la fame anticipata, lo sbadiglio, la diminuita lucidità, ecc.   

La stessa facilità di realizzazione di un pasto si riscontra anche al bar o al ristorante dove basta assicurarsi una fonte proteica a cui aggiungere un po’ di verdura favorevole e la frutta o una fonte di carboidrati sfavorevoli (pane, pasta, riso, ecc.) pari al volume del proprio pugno.

Gigliola Braga