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Buone Feste!

Con l’arrivo del periodo natalizio, le tentazioni spesso non si contano, ma si dovrebbero limitare le trasgressioni a poche occasioni.

Alla vigilia delle Feste molti si chiedono come usciranno da questo periodo contraddistinto dalla consuetudine di pasti più abbondanti del solito e dalle tipiche e innumerevoli tentazioni dolci che non si esauriscono in poco tempo, ma durano almeno un paio di settimane. A volte addirittura di più perché cominciano ancor prima del Natale e finiscono a fine gennaio con l’esaurimento delle rimanenze.

Tutti coloro che praticano la Zona sanno che un pasto “sbagliato” non penalizza chi la segue correttamente perché il più delle volte gli effetti di questo “errore” non lasciano alcun segno. Se non si esagera veramente in quantità e in qualità di scelte pericolose, uno sgarro non è da considerarsi negativo. Generalmente sono le reiterate abitudini alimentari scorrette a creare danni, non certo un isolato pasto.

Nelle straordinarie circostanze natalizie però è proprio la successione delle svariate occasioni culinarie a preoccupare.  

Come fare allora? Basta organizzarsi per cercare di scegliere e circoscrivere quale pasto vogliamo fare più liberamente: è la cena della vigilia di Natale? Cureremo allora di mangiare in modo controllato a Natale e a Santo Stefano. E’ invece il pranzo di Natale? Staremo più attenti la sera precedente e il giorno successivo. Insomma, dovremmo curare di limitare la nostra esperienza trasgressiva a una sola occasione nell’arco di pochi giorni.

Si può ripetere lo stesso schema al cenone di Capodanno e al pranzo del primo di gennaio? Certamente sì se nel frattempo si mangia correttamente nei giorni che separano Natale da queste ricorrenze.

La questione diventa invece spinosa quando in casa o in ufficio rimangono svariati dolci che naturalmente spiace buttare via… Come cavarcela? Se si è sicuri di saperli utilizzare sapientemente, si può diluire nel tempo il loro utilizzo in pasti comunque bilanciati. Questo comporta però l’inconveniente di dover rinunciare a una fonte di carboidrati molto preziosa come la frutta che è ricca di polifenoli, quindi questa soluzione va utilizzata per un tempo molto limitato.

Altrimenti meglio destinare tutto il rimanente a istituti che si occupano del sostentamento del prossimo e che accolgono di buon grado ogni donazione distribuendola con grande cura e parsimonia.         

Gigliola Braga