0
Non hai alcun prodotto nel tuo carrello.
 Prodotti
Subtotale: 
 
A OGNUNO IL SUO RUOLO

Sono innumerevoli enzimi a intervenire a livello gastro-intestinale nella la digestione dei cibi assunti durante i pasti, che devono essere bilanciati e non abbondanti.

Ogni tanto ricevo messaggi o mail da persone che vogliono conoscere e capire meglio la Zona. L’ultima arrivata in ordine di tempo riguarda l’associazione di proteine e carboidrati consigliata da questo metodo ogni volta che si mangia: 
 
“Gentile Dottoressa,
secondo alcuni studi i carboidrati non andrebbero mangiati insieme alle proteine, in quanto l'enzima preposto alla digestione di uno dei due nutrienti non funzionerebbe in presenza dell'altro (la pepsina diminuisce in ambiente alcalino e la ptialina viene distrutta dagli acidi). Se ciò è corretto, come si concilia con il piatto bilanciato, per esempio, composto da pasta e carne?”

Come è risaputo, la digestione avviene grazie all’intervento di alcuni enzimi altamente specifici che spezzettano gli alimenti ingeriti per ottenere composti facilmente assimilabili dall’organismo che in un secondo tempo li utilizza per rispondere alle varie necessità ed esigenze.

La ptialina e la pepsina sono per l’appunto due dei numerosi enzimi coinvolti nella digestione: la prima agisce in bocca sugli amidi che in questo modo cominciano a essere scissi in molecole più semplici; la seconda è attiva nello stomaco dove inizia la digestione delle proteine che vengono così scomposte in molecole più piccole. Le condizioni adatte all’azione di questi due enzimi non sono le stesse perché la ptialina è più efficace nell’ambiente basico o alcalino della bocca, mentre la pepsina necessita di condizioni acide che puntualmente vengono create nello stomaco dall’acido cloridrico prodotto proprio per procedere con la digestione. Il passaggio graduale tra i due ambienti inattiva poco a poco la ptialina e crea le basi per l’azione della pepsina.

Se la digestione finisse qui, sarebbe legittimo pensare a una incompletezza digestiva potenzialmente dannosa per l’organismo, ma per fortuna la digestione procede nell’intestino tenue dove agiscono altri enzimi, questa volta pancreatici ed epatici, che aggrediscono i grassi giunti fin qui intatti e completano la digestione di carboidrati e proteine. Anche in questo caso serve un ambiente appropriato all’azione enzimatica che, in organismi sani e in condizioni normali, viene assicurata dalla regolare successione degli eventi che creano i presupposti adatti.

Ovvio che l’eccesso di cibo può mettere a dura prova e addirittura compromettere il ritmo di questo meccanismo perfetto in cui ogni distretto digestivo svolge il suo ruolo, ma nella Zona non si corre questo pericolo visto che i suoi pasti sono sempre contenuti e mai eccedenti le reali necessità personali. 

Gigliola Braga