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La semplicità del Functional training

La soluzione migliore? Non di rado è sotto i nostri occhi. Capita anche con l’attività fisica e la straordinaria capacità del Functional training di rimetterci in forma con i gesti di tutti i giorni.


 

La soluzione migliore? Non di rado è sotto i nostri occhi, peccato che quasi nessuno ci pensi. Capita anche con l’attività fisica e la straordinaria capacità del Functional training di rimetterci in forma con i gesti di tutti i giorni. Una vera palestra al naturale, che l’allenamento funzionale replica ad arte. Lo scopo? Stimolare cuore & Co e tonificare i muscoli.  

 

Functional training: una palestra tutta naturale

La vita di tutti i giorni si rivela una palestra naturale, fatta di normali e infinite azioni. Qualche esempio? Salire e scendere le scale, pulire i vetri di casa, afferrare al volo un oggetto che sta per cadere, aprire con forza una bottiglietta d’acqua particolarmente serrata, correre dietro a un autobus che rischiamo di perdere. Gesti quotidiani che se potessimo osservare sotto una lente di ingrandimento, li vedremmo composti da milioni di minuscoli movimenti, diversi tra loro, eseguiti in perfetta sincronia. Il Functional training, quindi, ripetendo in sequenza e sotto forma di allenamento i movimenti di tutti i giorni, rende il corpo forte, agile, coordinato e scattante. A costo (quasi) zero.

 

Functional training: una manciata di piccoli attrezzi

Ma come funziona il Functional training? Per prima cosa, bisogna procurarsi alcuni semplici attrezzi: palle, corde, gradini, panche e i soliti pesi. E a proposito di peso, quello del corpo, sfruttato in modo totale o parziale, tonifica bene i muscoli. Una volta attrezzati, si eseguono in sequenza o divisi in stazioni, alcuni esercizi a corpo libero. Lo scopo? Coinvolgere il corpo in maniera dinamica su più piani nello stesso momento e spesso nel medesimo gesto.

 

Functional training: un fatto (anche) di core

Ma perché questi esercizi siano efficaci, va migliorata la propriocettività, ovvero la capacità di riconoscere la posizione del corpo nello spazio, e sollecitare il core, cioè i muscoli del corsetto addominale, che danno forza e stabilità alle azioni dinamiche. Fedele alleata del core è la respirazione, che deve essere diaframmatica. Una volta raggiunti i due obiettivi, il corpo potrà affrontare una serie di esercizi più impegnativi, non solo da un punto di vista muscolare, ma di coordinazione ed equilibrio.

 

Functional training: la gradualità innanzitutto

All’inizio ci vuole gradualità. Se è da tempo che non pratichi attività fisica una seduta la settimana di una ventina di minuti ci sta. Se il corpo risponde bene, si possono rendere i movimenti più complessi o eseguirli un filo più velocemente o per qualche minuto in più.

 

Functional training: ogni posto è quello buono

Il Functional training si può davvero praticare ovunque: in casa (tre metri quadri vanno benissimo), al parco, in spiaggia…. Magari all’inizio conviene farsi seguire da un personal, così da impostare gli esercizi. E poi via in (quasi) totale libertà.

  

Redazione Wonder Magazine